|

BIA e oncologia


La malnutrizione per difetto è comune nella maggior parte dei pazienti ospedalizzati.

Il cancro rappresenta la patologia dove si manifesta l'alta incidenza di grave malnutrizione, soprattutto nella patologia polmonare e gastro-intestinale.

La letteratura riporta la stretta correlazione tra la spettanza di vita e la composizione corporea, a conferma della relazione biunivoca tra malattia e stato nutrizionale. Gli studi sulle modificazioni dello stato d'idratazione, nello specifico quella intra- cellulare, sull'idratazione segmentale, sulla deplezione proteica, migliorano l'approfondimento dell'evoluzione patologica “nel breve termine”, rispetto ai parametri antropometrici usualmente impiegati, tra i quali: la variazione ponderale, la circonferenza mediana braccio, l'area muscolare del braccio e la plica tricipitale.

Questi ultimi parametri, derivati dalle componenti somatiche, assumono significatività nel tempo, mentre non consentono il monitoraggio quotidiano dei compartimenti corporei nella rapida evoluzione della patologia. Le modificazioni dinamiche dei liquidi corporei, in volume e in elettroliti, sono elevate  nei pazienti malnutriti, cachettici e terminali, per i quali è prevista la terapia nutrizionale, mediante infusioni reiterate per via parenterale.

La BIA come tecnica sensibile ai fluidi dell'organismo potrebbe essere coinvolta nel controllo di tali modificazioni.

Deurenberg et al. avevano dimostrato la relazione tra l'impedenza plasmatica e il “packed cell volume” con il rapporto ICW:ECW.

Lo stesso modello si dimostrava valido nel controllo dei soggetti in diuresi con furosemide, sempre monitorando la Z in multifrequenza. La somministrazione di sacche per via parenterale, tuttavia, comporta la scelta attenta del momento della rilevazione, per non creare artefatti nei risultati.

Al riguardo Sheltinga ed altri Autori hanno osservato una diminuzione e un aumento di R a seguito dell'infusione di NaCl allo 0,9% e di destrosio rispettivamente, tali da indurre sovrastime, o sottostime, della reale FFM.

Considerando che la malnutrizione grave richiede più di un'infusione al giorno, è inevitabile l'osservazione di quanto sia opportuno, ma anche arduo, trovare il momento in cui l'analisi BIA riflette una composizione stabile, riproducibile e reale.

Occorre, quindi, valutare a priori l'utilità delle metodiche per l'analisi della composizione corporea e, con esse, quali parametri impiegare in funzione del target clinico e dello stadio evolutivo. Negli stadi avanzati, è più corretto esimersi dalla volontà di quantificare i compartimenti corporei - massa grassa , massa magra e acqua corporea – e attenersi alla logica del monitoraggio del dato grezzo, o fisico quale impedenza e angolo di fase, di per sé forieri di un'interpretazione clinica più utile e verosimile (tab. 2). Ad esempio, il valore dell'impedenza si riduce notevolmente, quando misurato su un arto con progressivo stato ritentivo: si veda il paziente mastectomizzato con stasi venosa e linfatica, dove la riduzione del volume dell'arto superiore produce un incremento di Z pari a 60-80 ohms mediamente, valore che si mantiene costante nel tempo a significare che il drenaggio dell'edema è giunto a termine.


La misura dello stato d'idratazione è quindi utile nei controlli ravvicinati nel tempo, quando si vuole monitorare se la perdita di peso sia addebitabile alla deplezione di acqua, o di massa grassa. È un'ulteriore riprova dell'utilità della BIA sul paziente oncologico per la sua peculiare sensibilità nel monitoraggio dei fluidi corporei, attraverso la sola osservazione dei dati Z e Φ; ma rimane sempre il quesito se essa sia capace di predirre accuratamente le quantità di FM, o di FFM. Al riguardo, non si hanno a disposizione equazioni predittive per i diversi tumori e per i relativi gradi di stadiazione e stato nutrizionale. A puro titolo esplicativo, non si può pensare che un'equazione standard per un soggetto con neoplasia epatica possa monitorarne l'evoluzione dall'insorgenza sino agli ultimi stadi, dove l'alterazione del quadro idroelettrolitico è spesso associato a cachessia, ad alterazioni della morfologia del corpo e infine a quotidiane supplementazioni nutrizionali.

Sono questi fattori che rendono la predizione BIA fallace nella stima quantitativa delle principali componenti corporee. 

Se è pur vero che la BIA consente l'analisi della TBW nel breve termine, è altrettanto vero che solo i dati grezzi appaiono essere gli unici parametri fisici che possiamo monitorare, ovviamente correlandoli e verificandoli con i parametri laboratoristici e clinici, in generale.