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BIA e calo ponderale

È ancora aperto il quesito riguardante l'impiego della BIA nel controllo del calo ponderale. Poiché nelle prime fasi - 1 o 2 settimane dall'adozione della dieta ipocalorica - si ha una prevalente perdita di acqua, i valori di Z tendono ad essere superiori rispetto a quelli misurati prima del calo. L'impiego della BIA in questo periodo (nel breve termine) darebbe la dimensione accurata della deplezione in TBW, ma non altrettanto nella deplezione di FM e/o di FFM. Quest'ultima, infatti, risente della minor presenza di TBW, con il risultato che appare diminuita in valore assoluto e in percentuale.

 

Per non generare confusione sul paziente, suggeriamo di attenersi al monitoraggio dell'acqua corporea nel breve termine e di evitare la comunicazione, mediante referto, dei dati relativi alla FFM e al FAT.

 

Tale atteggiamento non rappresenta un limite della metodica, anzi, ne rafforza l'uso proprio durante il dimagramento, vista la sua capacità intrinseca di approfondire la qualità dei kili persi: si perde acqua o massa grassa? e quali fluidi corporei vengono preminentemente toccati, ICW? od ECW? e quale dieta ipocalorica è, o non è, causa di adattamento metabolico? e il calo ponderale è forse troppo elevato? Molti quesiti, dunque, che possono avere adeguata risposta solo monitorando il soggetto con la BIA in step ravvicinati!


Se la popolazione obesa non subisce drastici cali ponderali, cioè <4% del peso al mese, l'adozione di una dieta moderatamente ipocalorica e dell'attività fisica, permette un sostanziale mantenimento nel rapporto tra i vari TBW, FFM e FAT e in tal caso la BIA risulta affidabile nel follow-up delle loro rispettive modificazioni. Si può concludere che la drastica diminuzione del peso, nel breve termine, inficerebbe la stima attendibile di FAT e FFM e ne circoscriverebbe l'uso solo per il controllo di ICW, ECW e TBW; ma è ciò che si vuole controllare dal punto di vista clinico e, nonostante la vasta disponibilità di impedenziometri, solo l'impedenziometria in multifrequenza è in grado di farlo.

Sottolineamo che nell'ambito della patologia, tra cui annoveriamo l'obesità, è lo spazio extracellulare il compartimento maggiormente coinvolto nel processo di espansione. La sua riduzione è quindi prognostica del beneficio terapeutico.

La tabella sottoriportata riporta alcune delle equazioni validate per l'ECW con valori BIA desunti a diverse frequenze. Si osservi l'attenzione posta dagli autori alle condizioni fisiopatologiche della popolazione oggetto di studio: soggetti sani, anziani, pazienti trattati chirurgicamente, obesi e non obesi. Inserendo pari valori BIA nelle differenti equazioni si otterrebbero risultati di ECW completamente distanti tra loro. È l'evidenza che prima della rilevazione si deve conoscere il target d'impiego e si deve selezionare la relativa equazione.